Serata di fine anno Italia Nostra Varese (12 dicembre 2019)

“Conoscevo Italia Nostra, ma non sapevo che facesse tante cose”. Michele, uno degli studenti che dovrebbero dar vita alla sezione Giovani, è sinceramente compiaciuto. Il presidente, Carlo Mazza, e i consiglieri Bruno Bosetti e Massimo Propersi hanno appena finito di riferire alla platea di soci e simpatizzanti quanto  è stato fatto durante il 2019 e ciò che si vorrebbe realizzare il prossimo anno e devo riconoscere che anch’io, pur avendo seguito passo passo tutte le attività, sono rimasta colpita. Perché, mentre si lavora, ci si scontra spesso con ostacoli burocratici, interessi contrari, difficoltà oggettive che rallentano o impediscono il successo di un’iniziativa e si ha la sensazione di non concludere niente. Perciò, quando giovedì 12 dicembre, nella sala del camino del Castello di Masnago sono state elencate le attività svolte durante l’anno, sono rimasta stupita nel rendermi conto che effettivamente abbiamo ottenuto alcuni importanti risultati. 

Uno di questi è la conservazione di un filare di lecci che ombreggiava il lungolago di Laveno Mombello, una perla del Lago Maggiore. Sul finire dello scorso anno, l’Amministrazione comunale ne aveva deciso l’abbattimento, anche se soltanto due erano sofferenti, mentre gli altri potevano sicuramente essere classificati come alberi monumentaliAlla delibera comunale si opposero due consiglieri comunali e un Comitato spontaneo, che chiesero l’aiuto di alcune associazioni ambientaliste, tra cui la nostra, affinché la delibera fosse annullata. La nostra richiesta, alla fine, è stata ascoltata dall’Amministrazione e il panorama familiare non è stato modificato, consentendo a residenti e turisti di continuare a passeggiare all’ombra di piante che hanno conosciuto la storia di diverse generazioni. 

Un’attenzione speciale è stata dedicata a due luoghi del nostro territorio che sono nel cuore di tutti i Varesini per il loro valore paesaggistico, storico ed artistico: il Sacro Monte e il Campo dei Fiori. Per quanto riguarda il primo, già due anni fa era partita un’importante iniziativa: il restauro conservativo della scala monumentale – la “scalea” -, realizzata dall’architetto Giuseppe SommarugaLe difficoltà determinate dal valore storico dell’opera e gli ostacoli burocratici ne hanno rallentato la realizzazione,  ma finalmente i lavori sono iniziati e  saranno conclusi a breve.  Per quanto concerne l’altro luogo, è stato indetto lo scorso anno il concorso letterario “Storia e storie del Grand Hotel Campo dei Fiori” che ha riscosso un notevole successo e si è concluso quest’anno con la pubblicazione del libro “Il Gigante e la Montagna, in cui sono confluiti i racconti di coloro che, in modi diversi, hanno avuto a che fare con il Grande Albergo progettato, anche questo, dal Sommaruga 

Abbiamo inoltre redatto e sottoposto, in collaborazione con Legambiente, una serie di osservazioni sulla VAS (Valutazione Ambientale Strategica) per una variante al loro PGT (Piano di Governo del Territorio), proposta dal Comune di Saltrio. Le osservazioni, oltre a fare riferimento ad alcune irregolarità procedurali fatte dal Comune, tendono ad evidenziare che la variante, che mira a recuperare due edifici (una vecchia colonia ed un vecchio cascinale) per destinarli ad un ospizio per anziani (il che va bene), potrebbe mascherare una speculazione edilizia nei territori adiacenti ai due edifici da recuperare. Il Comune ha 30 giorni di tempo per rispondere e ad oggi (19 dicembre 2019), non si conosce ancora la risposta.  

Continuano, ovviamente, le attività già collaudate, come l’apertura del Battistero di S. Giovanni e le visite culturali; e ci sono anche programmi per il futuro: il restauro del Castello di Belforte – attraverso i fondi messi a disposizione da un bando europeo, a cui Italia Nostra partecipa con un progetto studiato insieme al Comune di Varese – e la costituzione di un primo gruppo giovani, che ha l’obiettivo di far entrare nell’associazione energie e idee nuove e di avvicinare i giovani all’arte, alla cultura, al paesaggio attraverso forme di comunicazione più attuali. 

Non sempre siamo riusciti a realizzare tutto ciò che avremmo voluto. ma quando si tirano le somme e si fanno i bilanci ci si accorge che –  nonostante le difficoltà – la costanza, la tenacia e l’amore per la bellezza riescono a sortire, sia pure lentamente  l’esito desiderato. Ed è gratificante poter dire, con Michele, “però, quante cose abbiamo fatto!”